Viaregginando qua e là sempre stando su la coppa di champagne
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CARNEVALE DI VIAREGGIO Carnevale d'Italia e d'Europa |
SIAMO VIAREGGINI E SIAMO FATTI COSÌ
Ultimamente sul blog di Stefano Pasquinucci si è riproposto un dibattito sull'annosa questione del carattere dei viareggini. Secondo un'interpretazione, i viareggini avrebbero la sindrome della baldoria. Sarebbero in altre parole in grado di realizzare grandi imprese però, dopo la vampata iniziale, lascerebbero solo un mucchio di cenere. Così, grandi cose nate a Viareggio poi spariscono nel dimenticatoio o passano ad altre località, forse più intraprendenti.
Ma è veramente così? In realtà, la questione è più complessa.
I viareggini hanno tante idee perché, come diceva Tobino, sono menti libere e aperte, per cui esplorano zone che gli altri rifiutano. Poi, però, quando inventano qualcosa di interessante e di successo si scatenano le gelosie degli altri che fanno a gara per rubarli le cose. Il problema è che proprio perché hanno menti libere e aperte, sono poco avvezzi alle manovre sottobanco, materia in cui ad esempio i lucchesi primeggiano, per cui spesso non riescono a difendersi dalle sottili forze del malcostume politico (quel malcostume che ha portato via, ad esempio, la lotteria del carnevale).
Quando poi gli altri gli soffiano le cose subentra il complesso di inferiorità, per cui ritengono che comunque gli altri siano più bravi a sfruttare quello che loro hanno inventato e non lottano per riprendersi ciò che gli spetterebbe di diritto, preferendo piuttosto andare a inventarsi qualcos'altro, cosa che, dato che hanno le menti libere e aperte, gli riesce facilmente e a quel punto il giochino ricomincia.
Il nostro problema non è la sindrome della baldoria ma piuttosto il complesso di inferiorità nei confronti degli altri.

Per il linguaggio utilizzato, per le tematiche affrontate e soprattutto perché mentre leggete la bolletta telefonica aumenta, la consultazione di questo sito è fortemente sconsigliata ai lucchesi
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