Viaregginando qua e là sempre stando su la coppa di champagne
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CARNEVALE DI VIAREGGIO Carnevale d'Italia e d'Europa |
ORA BASTA STARE ZITTO
Anche se è sempre arduo fare previsioni di questo tipo, è probabile che l’assurda vicenda dei corsi notturni del carnevale di Viareggio sia stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai colmo da tempo.
La notizia relativa ai corsi notturni non giunge infatti a caso ma al termine di un lungo percorso che ha portato ad estraniare la città dal carnevale. A partire dall’abolizione della Canzonetta dei Rioni, fino all’annullamento della mascherate rionali, passando attraverso lo snaturamento del senso stesso del carnevale, tutto è stato congegnato in modo da trasformare una grande festa popolare in un asettico spettacolino privo di contenuti, sentimenti, passioni.
Una massa incredibile di bugie, illazioni, promesse, cialtronerie e giochi di prestigio sono stati il costante supporto di questa gigantesca operazione di alienazione del carnevale, unitamente ad una costante distrazione mediatica. Si è voluto far credere che tutto andasse verso il meglio mentre invece andava verso il peggio, che tutto evolvesse in modo giusto e naturale mentre tutto evolveva in modo ingiusto e innaturale.
Per Viareggio il carnevale è qualcosa di più che naturale: è qualcosa di scontato. Quando sono nati i nostri nonni già esisteva il carnevale e questo ha portato a ritenere che il carnevale “c’è sempre stato e quindi sempre ci sarà”. Bisogna invece prendere dolorosamente atto che il carnevale è molto vicino alla sua fine e che una volta finito sarà difficilissimo recuperarlo.
È ora che la città alzi la voce e si riprenda la “sua” manifestazione, magari recuperando l’istituto cardine della democrazia ateniese, madre, si dice, di tutte le democrazie moderne: l’istituto dell’ostracismo.

Per il linguaggio utilizzato, per le tematiche affrontate e soprattutto perché mentre leggete la bolletta telefonica aumenta, la consultazione di questo sito è fortemente sconsigliata ai lucchesi
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